mercoledì 6 marzo 2019

Grande successo di pubblico per il nuovo saggio dello storico Pasquale Barbalace.


Nicotera. Si è svolta sabato sera la presentazione del libro “Nicotera dagli albori al XX secolo”, recente opera dello storico Pasquale Barbalace. Una pubblicazione che sta mietendo grandi successi: il libro, disponibile in edicola e in libreria, sta andando a ruba, tanto che l’editore rifornisce continuamente i punti vendita. Il perché di un grande successo è spiegato nelle pagine di questa portentosa opera che non è solo un libro di storia e non è solo un libro sulla cittadina costiera. Ma è molto di più. Le sue pagine sono avvincenti; la storia, rigorosamente documentata con la meticolosità dell’archivista, è raccontata con piglio da romanziere. La scrittura sapiente rende irresistibile quella narrazione che ti cattura dall’inizio alla fine: Barbalace conduce i lettori per mano in un viaggio nella storia trasportandoli dentro i secoli, cominciando dagli esordi, indicando quelle prime vestigia che hanno resistito nell’inesorabilità del tempo, fino ai giorni nostri. La lucidità dello storico si intreccia sovente con il lirismo del narratore, in specie quando l’autore ricorda gli orrori della guerra o il dramma dell’immigrazione che egli visse in prima persona. Per questi motivi, l’opera non è solo un libro su Nicotera. Anzi, racconta il prorompere della storia, con tutti i suoi tentacolari effetti, nella vita di un territorio e dei segni indelebili che essa ha lasciato. L’evento di sabato sera ha visto un’affollatissima sala Giovanni XXIII. Al tavolo dei relatori Giovanni Bianco, console del Touring Club Italia (ente che ha organizzato la manifestazione in collaborazione con le Associazioni culturali “Nicotera Nostra” e “Proposte”); Gilberto Floriani, direttore del Sistema bibliotecario vibonese che ha patrocinato l’evento; Domenico Romano Carratelli, presidente dell’Associazione regionale dei Bibliofili calabresi “G. Barrio”; il parroco della Concattedrale di Nicotera, don Francesco Vardè, e, ovviamente, l’autore del libro.
Giovanni Bianco ha esordito con una citazione dotta: “Il futuro è alle nostre spalle”, proprio per rimarcare l’importanza della conoscenza della storia per poter interpretare meglio il presente. «Il futuro- ha aggiunto- è il condensato di questo libro», auspicando, inoltre, che tale «meticolosa trattazione dovrebbe essere adottata dalle scuole»,  a beneficio «del senso di appartenenza» e dell’agognato «risveglio del genius loci». Don Francesco Vardè ha espresso rammarico per il fatto che «un così grande patrimonio archeologico non sia mai stato degnamente valorizzato per la rinascita per territorio». Romano Carratelli nel prendere la parola ha voluto innanzitutto ripercorrere le tappe di un’amicizia lunga una vita, quella che lo lega al professore Barbalace: una nota biografica ricca di affetto e ricordi lontani di una stessa militanza politica. In conclusione, l’applauditissimo intervento dell’autore che ha ripercorso le tappe salienti della sua narrazione, soffermandosi sull’eterna questione dell’esatta localizzazione di Medma, se debba ritenersi nei pressi di Rosarno o a Nicotera. Giungendo fino ai giorni nostri, «il momento in cui il presente raccoglie l’eredità del passato».

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