mercoledì 6 marzo 2019

Natale sottotono a Nicotera: né luminarie, né eventi estivi. Il Comune non ha il denaro per acquistare le luminarie e le associazioni cittadine latitano.


 (questo articolo è uscito ai primi di dicembre del 2018)
Nicotera. Un Natale decisamente sotto tono quello che si sta preparando per la cittadina medmea. Anzi, tracce del Natale, nel momento in cui viene scritto questo articolo, non ce ne sono. Siamo ai primi di dicembre, ma quell’atmosfera di preparazione alla festa più sentimentale dell’anno latita. Sembra che a queste latitudini il 25 dicembre non debba proprio arrivare, o che nessuno lo attenda. Non vi sono le luminarie per le vie principali del paese; né sono in programma degli eventi festivi. Il Comune, attualmente guidato dal commissario Samuele De Lucia, non ha il denaro sufficiente per provvedere all’addobbo della città. La ditta specializzata ha chiesto qualcosa come 6mila e 500 euro. Impensabile per il Comune reperire tale cifra. I soldi che ci sono servono per garantire esclusivamente i servizi essenziali, e non certo per acquistare luci, stelle filanti o il classico albero di Natale che di questi tempi già troneggiava in piazza Garibaldi. Allo stesso modo, le associazioni presenti in paese, pur non essendo state colpite da dissesto economico, versano comunque sotto il tragico effetto di un dissesto creativo senza precedenti: anche da parte loro nessuna novità; nessun evento interessante o in linea con il clima natalizio è stato messo in campo per stanare la gente dalle loro case; nessuna manifestazione atta a dare un po’ di colore e di allegria a un paese intristito, reduce di un anno difficilissimo, sotto svariati punti di vista. Omicidi, alluvioni, lutti hanno fiaccato il buon umore dei nicoteresi. La gente si è chiusa in se stessa. Quel senso di angoscia si materializza nelle strade vuote, nelle vetrine dei negozi prive di luci e festoni, nei bar deserti, nelle chiese con pochi fedeli ad ascoltare la messa. I commercianti di corso Cavour, nonostante gli incassi raso terra, hanno comunque deciso di autotassarsi, per allestire nella piazzetta una piccola capanna, che ricordi la natività, e che in fondo è Natale anche qui. Giuseppe e Maria attenderanno la nascita di Gesù in una Nicotera vuota e ancora incapace di rialzare la testa. Forse la mattina del 25 comparirà dal nulla, come ogni anno, il solito misterioso Babbo Natale con la sua malandata carrozzina e un megafono attaccato al manubrio che diffonde le note di Jingle Bells, mentre distribuisce caramelle ai bambini. Ammirevole tenacia di chi non si arrende. Gli effetti del dissesto economico, che a sua volta è il portato di anni di sconsiderate ruberie e cattiva gestione delle casse dell’ente, si fanno sentire anche in questo modo. Abbiamo già sottolineato il fatto che la situazione economica dei forzieri comunali è rosso fisso. E lo sarà ancora per molto tempo. Più volte abbiamo scritto di quelle amministrazioni, anche commissariali, che hanno condotto il comune sull’orlo del baratro. Anni di malagestione che si ripercuotono inevitabilmente sulle generazioni future e sulla qualità della vita che esse saranno costrette a vivere: questo è proprio il momento in cui i cittadini raccolgono, loro malgrado, quei frutti velenosi. La cosa che più dovrebbe indurre a riflettere è che i soggetti che hanno depauperato, ma anche impoverito culturalmente il paese, li trovi sempre sulla cresta dell’onda, pronti a gettarsi in una nuova avventura politica; mai consapevoli di quando sia ora di farsi da parte; i veri commissari e caporali della città sono loro, sempre gli stessi; a dominare gli ambiti strategici del paese, mentre il resto della popolazione nicoterese sta a guardare, muta ed esterrefatta. Impossibilitata a riprendersi il proprio ruolo nel concesso civico.

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